Normativa cimiteriale storica e pianificazione recente


Decreto Sovrano riguardante ai Cimiteri ed a’ Seppellimenti
Parma, 18 novembre 1819
Promulgato da Maria Luigia
Da ASPr, Raccolta delle Leggi, vol 15, n° 74, 1819
TESTO

 
 
Piano Regolatore Cimiteriale (PCm)
 
Il PCm, Piano Regolatore Cimiteriale del Comune di Parma, è lo strumento pianificatorio che prevede e disciplina le previsioni di uso e trasformazione del sistema cimiteriale esistente nel territorio comunale, costituito da 9 differenti strutture nel capoluogo ed intorno ad esso, sulla base delle esigenze di crescita necessarie al soddisfacimento del fabbisogno di sepolture previsto per il prossimo ventennio.
Lo strumento urbanistico, supportato da studi generali attenti alle architetture e al loro rapporto con il paesaggio circostante si pone come obiettivo principale la riqualificazione delle strutture attraverso il controllo degli interventi di manutenzione e di nuova costruzione, e la valorizzazione dei nuclei storici esistenti all’interno di ogni cimitero, e in particolare della parte monumentale del Cimitero della Villetta, dove si conserva una traccia importante della memoria civica e delle arti locali.
Le particolari qualità storico-testimoniali e artistico-architettoniche della parte monumentale, l’Ottagono con le sue pertinenze, che costituisce il cuore primitivo del camposanto urbano, ed è stato la matrice degli altri, hanno condotto ad integrare il PCm con un secondo strumento più dettagliato, il PPO, Piano Particolareggiato dell’Ottagono monumentale, in modo soddisfare le particolari esigenze di tutela evidenziate dagli studi svolti.
Il PCm è uno strumento tecnico complesso e si rivolge quindi prevalentemente agli operatori direttamente interessati alla gestione delle strutture funerarie, fornendo loro strumenti idonei a pianificare con l’adeguato anticipo il soddisfacimento delle esigenze funerarie, evitando quegli interventi estemporanei che hanno condotto al degrado attuale delle stesse e favorendo al contrario, con la valorizzazione architettonica dei cimiteri, il miglioramento del loro inserimento ambientale e quindi una riqualificazione generale delle periferie.
Ma il PCm si rivolge anche ai progettisti chiamati ad operare all’interno dei perimetri cimiteriali, fornendo loro, insieme ad un insieme di norme, la ricca documentazione emersa dagli studi preliminari del Piano, utile a capire le relazioni tra la città dei morti e la città dei vivi, la sua storia, i suoi modelli e le diverse articolazioni formali, quindi strumento di una progettazione più consapevole.
Il PCm disciplina anche, per quello che è loro consentito e in modo più indiretto, gli interventi dei Privati all’interno dei cimiteri comunali, che per quanto riguarda la parte monumentale della Villetta sono stralciate e delegate al PPO, che invece nel disciplinare gli interventi sulle unità minori, si rivolge direttamente anche ad essi.
Quest’ultimo è supportato da ulteriori approfondimenti e indagini, in parte ancora in corso, volte a fornire al Gestore e ai Privati un apparato documentario e indicazioni pratiche di intervento come strumenti di supporto agli interventi di conservazione.

Documenti Allegati
COME LEGGERLO E TAVOLA SINOTTICA

 
 
 
Piano Particolareggiato (PPO)
 
Il Piano Particolareggiato per la tutela e il recupero dell’Ottagono monumentale della Villetta si inserisce in un più ampio intervento pianificatorio riferito all’intero sistema cimiteriale del Comune di Parma, come completamento del Piano Regolatore Cimiteriale, che a sua volta ha fatto seguito alla catalogazione architettonica del nucleo storico-monumentale del cimitero urbano.
La decisione di stralciare il nucleo storico monumentale –grosssomodo riconducibile all’Ottagono originario e alle sue prime espansioni- procedendo con un Piano di dettaglio, è maturata come conseguenza dell’approfondimento conoscitivo sul sistema nel suo complesso, che ha messo in risalto la profonda differenza qualitativa tra la parte storica, gli altri nuclei storici nei cimiteri minori, e le rispettive crescite.
Lo sviluppo di un piano specifico permette quindi di valutare il patrimonio storico-architettonico del cimitero monumentale con un’attenzione diversa rispetto agli ampliamenti, in modo analogo a quanto avviene nei centri storici rispetto alle periferie.
La redazione del piano particolareggiato si è quindi avvalsa della documentazione raccolta nel corso della catalogazione architettonica, rileggendo il materiale censito (documenti e monumenti) in modo più attento, con ulteriori approfondimenti e la correzione di alcuni errori.
Importante si è rivelato il percorso metodologico, nel quale il primo studio della parte storica ha permesso di capire i meccanismi di sviluppo, saturazione e crescita, oltre alle caratteristiche tipologico-formali delle strutture cimiteriali, mentre il successivo sviluppo del piano regolatore ha comportato un approfondimento degli aspetti tecnici e pratici del funzionamento e della gestione ordinaria delle strutture. Questo ha permesso di affrontare con una consapevolezza maggiore la parte più “delicata” dell’intero sistema, per la quale era già emersa la necessità di tutela e di valorizzazione.
Il Piano Particolareggiato (PPO) intende favorire la riqualificazione ambientale e la valorizzazione architettonica del monumento, attraverso la tutela del costruito di qualità, garantendo la continuità d’uso delle strutture storiche.
Per questo la “tutela” non è stata concepita in termini di musealizzazione e cristallizzazione dell’esistente, ma come il risultato del controllo sulla qualità degli interventi costruttivi, funzionali a mantenere vivo il monumento, il cui uso è all’origine della stratificazione di quel ricco patrimonio storico artistico che oggi lo caratterizza.
Quindi il PPO cerca di individuare possibilità di utilizzo alternativo delle strutture esistenti, con la sola eccezione delle sepolture perpetue e di quelle di importanza storica. Anche gli spazi aperti ancora esistenti nei campi sono stati considerati “disponibili” per un utilizzo diverso da quello previsto all’esterno della parte monumentale.
Come già il PCm, anche il PPO cerca di lasciare lo spazio alla progettualità in fase attuativa, delineando linee guida che dovranno essere sviluppate all’interno del contesto gestionale con progetti architettonici specifici, che non possono riguardare solo il restauro delle parti soggette a tutela, ma dovranno curare soprattutto il ridisegno degli spazi aperti e dei loro arredi, anche attraverso la concessione edificatoria di nuove sepolture private.
Gli studi e le analisi comparate condotte sull’Ottagono e sulle sue pertinenze dirette permettono di inquadrare con maggior definizione i futuri interventi di restauro delle architetture e delle arcate del portico, per la ricostruzione di dell’immagine unitaria che lo caratterizzava originariamente e si è persa nel tempo, ma la cui ricostruzione richiede ulteriori approfondimenti basati sull’esecuzione di saggi stratigrafici di verifica sulle superfici dipinte degli archi di collegamento.
A fianco di indirizzi generali per il restauro delle architetture monumentali, solo la futura riorganizzazione degli spazi aperti si concretizza in un progetto di massima pensato come disegno di riordino.

Documenti Allegati
RELAZIONE GENERALE (Allegato 1)
TAVOLE DI ANALISI (Allegato 1.1)
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE (Allegato 2)
REPERTORIO DELLE TIPOLOGIE EDILIZIE FUNERARIE CONSENTITE E ISTRUZIONI TECNICHE PER INTERVENTI EDILIZI E NUOVE COSTRUZIONI AMMESSE ALL’INTERNO DELLA ZONA MONUMENTALE (Allegato 2.1)
2.2 - prescrizioni di settore (Allegato 2.2)
a) tavole di analisi e rilievo dello stato di fatto:
Tavola A.1 Pregio storico artistico (qualità costruttiva)
Tavola A.2 Cronologia degli interventi costruttivi
Tavola A.3 Stili architettonici prevalenti
Tavola A.4 Individuazione del pregio in relazione alla posizione
Tavola A.5 Autori
Tavola A.6 Sepolture di interesse storico (defunti illustri)
Tavola A.7 Rilievo del verde
b) tavole di progetto:
Tavola P.1 Settori
Tavola P.2 Unità base
Tavola P.3 Categorie di intervento per settori
Tavola P.4 Categorie d’intervento per unità
Tavola P.5 Usi del suolo

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